| 2007-10-28 17:55 |
| Pdl contro apologia comunismo |
| La propone l'Udc: Volonte', "siamo un paese vergogna" |
(ANSA) - ROMA, 28 OTT - Martedi' ogni deputato ricevera' un modulo di adesione alla pdl di riforma costituzionale per inserire il divieto di apologia del comunismo. L'iniziativa e' dell'Udc per controbilanciare il reato gia' previsto di apologia del fascismo. "Siamo un Paese vergogna - spiega Volonte', capogruppo alla Camera -. E' necessaria un'operazione verita' sui 100 milioni di morti irrisi dai comunisti al governo. Bertinotti, da Budapest, ha aperto una riflessione che non ha trovato seguito". |
Al quarto comma dell'art. 16 si affrontano le "Disposizioni in materia di sistema digitale terrestre". Mentre il signor Cortesi racconta ed enumera, si comincia a sentire puzza di bruciato.
Un normale cittadino, che legga le righe seguenti, non ci capirebbe niente. Sono scritte apposta perchè nessuno, o quasi, ci capisca niente. Così si può farla franca, e, in genere, la fanno franca. Ed ecco le righe in questione:
All'articolo 2 -bis , comma 5, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, come modificato dall'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51, le parole: "entro l'anno 2008" sono sostituite dalle seguenti: "entro l'anno 2012".
A occhio e croce chi riesce a superare i "decreti", le "conversioni"", le successive "modificazioni" e a mettere in ordine le date, capisce che una certa cosa, che doveva avvenire "entro l'anno 2008", avverrà adesso "entro l'anno 2012".
E che cos'è questa cosa che slitta? Nientepopodimeno che il passaggio della Terza Rete della Rai e della Rete Quattro di Mediaset sul satellitare.
| Die Linke: un messaggio di unità per la sinistra | |
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Traslate il seguente articolo a quello che sta succedendo in Italia: dove la Spd sta per il costituendo Partito Democratico (alleato con i democristiani e parte di Forza Italia?) e la Die Linke per la futura Sinistra Italiana Unita.....par di leggere il futuro politico in Italia: ![]() Gennaro Migliore, presente al congresso tedesco: “La sinistra unita e' la forza più significativa per rappresentare chi crede in ambizioni di trasformazioni sociali”. Fabio Amato: “Un esempio che parla anche all’Italia
Un crollo verticale: la Spd tedesca sta pagando a caro prezzo l’adesione alla Große Koalition. Un recente sondaggio, pubblicato su www.clandestinoweb.com, attesta i consensi dei socialdemocratici al 24%: un calo del 10% dalle elezioni del 2005. La grande alleanza di governo, dunque, sta sortendo un effetto negativo nei confronti del partito meno visibile. I risultati prestigiosi, in termini di immagine e comunicazione, vengono difatti attribuiti alla cancelliera Angela Merkel, leader dell’Unione cristiano-democratica (Cdu/Csu), mentre il presidente della Spd, Kurt Beck, è pressoché sconosciuto alla platea internazionale. Altra spina nel fianco dei socialdemocratici è la crescita di consensi della Die Linke, la formazione di sinistra, guidata da Oskar Lafontaine (ex Spd) giunta al 14% delle preferenze.
Visibilità. Sotto l’aspetto comunicativo la Große Koalition fornisce una chiara indicazione (anche per i futuri scenari italiani): la maggiore visibilità della cancelliera Merkel accresce il prestigio personale, facendo da traino anche al proprio partito. Per contro, l’opera della Spd viene percepita come una forma di vassallaggio al centrodestra, oltre che come una perdita identitaria. Negli ultimi mesi, infatti, il leader dei socialdemocratici, Beck, ha cominciato a lanciare messaggi di “rottura” verso la Große Koalition: per riacquisire consensi occorre avviare una strategia comunicativa di diversificazione, rispetto alle scelte del governo (soprattutto quelle compiute dai ministri di centrodestra). Sinistra. Oskar Lafontaine ha coperto un bacino elettorale che la Spd ha lasciato sguarnito: gli elettori più di sinistra dei socialdemocratici hanno smarrito l’orientamento, sentendosi traditi dal partito di Beck. Dunque, la formazione Die Linke, capace di fortificare la sinistra radicale, ha intercettato questo malcontento tra i socialisti, ponendosi anche come paladina della purezza in politica, in quanto è rimasta fuori “dai giochi di potere” della Große Koalition. Insomma, Lafontaine, attraverso messaggi seducenti e fortemente identitari per la sinistra (ritiro dall’Afghanistan, introduzione del salario minimo, cancellazione della riforma pensionistica), sta catalizzando il sentimento di insoddisfazione, che sta minando soprattutto la Spd. |
'Chiediamo le dimissioni della Giunta regionale della Calabria e lo scioglimento del Consiglio. Si deve tornare al voto. Solo cosi' si puo' attuare un cambiamento profondo'.
Ad affermarlo e' stato il presidente della commissione Giustizia del Senato e capogruppo di Sinistra Democratica,
Cesare Salvi, oggi a Cosenza, nel corso di un convegno sul tema 'Il futuro del Mezzogiorno, il futuro dell'Italia. Legalita', sviluppo, buona politica' promosso da Sinistra Democratica.
'In una Calabria - ha detto Salvi - dove sono sotto processo presidente e vicepresidente della Regione e dove ci sono 22 consiglieri regionali indagati, cosa aspettano i partiti e cosa aspetta il Pd a reagire? Devono farsi da parte, se ne devono andare, e ribadisco quanto ho scritto giorni fa sulle colonne di Liberazione a tale proposito. Cioe': cosa ci fanno ancora queste persone nelle giunte del sud?'.
Giusta e legittima richiesta che si dovrebbe però estendere a questo Parlamento che ospita inquisiti e condannati per gravi reati quali quelli collegati alla mafia. Occorre un forte rinnovamento, a favore della moralità e della trasparenza, della politica a tutti i livelli e di conseguenza evitare che in futuro certi personaggi possano "rappresentare" lo Stato.
So che all'onorevole Salvi stanno a cuore questi temi e spero che si prodichi, unitamente a tutta Sinistra Democratica, in tal senso...Il Popolo gli sarebbe molto vicino nonostante le avversità parlamentari!
Buon Lavoro!
www.caneghira.splinder.com
Oltre un terzo dei membri della federazione provinciale di Brescia ha deciso di non aderire al Partito democraticoCon stima e rinnovata fiducia,
***Giovanni Perrino, Alberto Coglitore, Antonia Falcone, Filippo Pietra, Valerio Timperi

Per sopperire a carenze strutturali, si filtra l’accesso ad alcune facoltà universitarie attraverso un test di ammissione. Poi si scopre che superare questo test, già in sé discutibile, in alcune università richiede un altro filtro: la raccomandazione, non sempre a pagamento. Alla vigilia di una manifestazione contro il numero chiuso, Michele da Napoli mi ha scritto questa lettera.
Caro Piero
è la seconda volta che ti scrivo, sullo stesso tema.
Ieri io, Marco, Valerio e Andrea abbiamo girato per tutto il centro di Napoli ed abbiamo diffuso un volantino contro l’università a numero chiuso. Non mi sarei mai aspettato di incontrare così tanto consenso nella gente, per strada. Fermavamo interi gruppi, i quali ci ascoltavano con interesse e facevano domande. Centinaia di persone si fermavano per leggere, per capire. Altre ci avvicinavano di loro spontanea volontà. Sulla via del ritorno, con mia immensa sorpresa, non abbiamo trovato neanche un volantino gettato per terra. Neanche uno!
Alla notizia che c’è una petizione in rete, che si può firmare, che si può essere partecipi ed attivi in questa battaglia, l’interesse delle persone si faceva più vivo.
Noi abbiamo spiegato tante cose: per esempio, che non esiste alcuna normativa europea la quale preveda il numero chiuso. La norma, in virtù della quale il Ministero dell’Università e della Ricerca difende questo criterio, indica soltanto la necessità di una formazione altamente specifica e del tirocinio, per i laureandi nelle scienze mediche ed odontoiatriche. Tant’è vero che l’Italia è l’unico paese d’Europa il quale fissa un tetto massimo di iscrizioni per la metà dei corsi di laurea attivi sul territorio nazionale. Lo fa violando gli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione. Lo fa richiedendo ai cittadini di adattarsi alla carenza di strutture, e non risolvendo la carenza di strutture a favore dei cittadini.
In Francia, Austria e Germania tutti possono iscriversi al primo anno, e devono sostenere un numero determinato d’esami per poter passare al successivo.
La gente è stanca di delegare ad una classe politica fuori del mondo.
Martedì, alla vigilia di San Gennaro, saremo tutti in piazza a Roma davanti al Ministero dell’Università e della Ricerca a far sentire la nostra voce. Chi volesse venire, può chiedere informazioni a roberta.russo@udunapoli.com.
Michele Di Mauro
TAGLIARE LE SPESE MILITARI,
TAGLIARE LE BASI,
TAGLIARE LA GUERRA
Da Vicenza all’Europa
la Sinistra per la Pace, l’Equità e la Giustizia Sociale
Incontro pubblico
con gli Europarlamentari ed i Deputati nazionali di
PdCI. Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Verdi
Claudio FAVA, Giulietto CHIESA, Achille OCCHETTO,
Marco RIZZO, Umberto GUIDONI, Vittorio AGNOLETTO,
Roberto MUSACCHIO, Luana ZANELLA,
Severino GALANTE, Lalla TRUPIA, Gino SPERANDIO,
Paolo CACCIARI, Titti VALPIANA
VENERDI’ 21 SETTEMBRE 2007 a partire dalle ore 18.00
Presso la Fiera di Vicenza in via dell’Oreficeria
(ingresso dalla parte dell’ex albergo Holiday Inn)
La base militare di Vicenza, rischia di diventare una delle più grandi basi operative del Mediterraneo, destinata a ospitare aerei e truppe in partenza per ogni fronte di guerra in Medio Oriente. La nuova base comporta ricadute ambientali, sociali e urbanistiche gravi per la città e pone seri problemi di vivibilità per la cittadinanza che si è schierata apertamente contro la decisione.
Questo è uno dei tanti aspetti inquietanti di una progressiva escalation militare in Europa. I recenti dibattiti sull’installazione dello “scudo missilistico” in Repubblica Ceca e Polonia hanno aperto una riflessione più ampia sulla natura democratica dei processi decisionali, delle strategie di politica estera e di difesa europea nel sistema di alleanze con la NATO e gli Stati Uniti d’America. Siamo in presenza di una pericolosa corsa agli armamenti, una preoccupante inversione rispetto al percorso di smilitarizzazione dei territori europei, condivisa e decisa insieme alle comunità locali.
Così come per Vicenza, anche la natura intergovernativa della politica di sicurezza dell’Unione europea determina un forte deficit democratico. Per questo è nata la necessità di un’iniziativa pubblica e di confronto con la cittadinanza. Un’occasione di dibattito fra deputati europei e nazionali, i cittadini ed i movimenti per la pace. Una manifestazione per ribadire il NO esplicito al rischio di una militarizzazione dell’Europa, per chiedere al governo di ridurre nella prossima finanziaria le spese per gli armamenti, per sostenere una politica europea di dialogo, di disarmo, di confronto democratico e di pace, così come previsto nel programma elettorale dell’Unione.
Un’iniziativa, dunque, per riaffermare:
- il nostro “NO” alla nuova base militare all’aeroporto Dal Molin di Vicenza;
- la necessità di ridurre le spese militari nella finanziaria 2008, considerati gli aumenti della finanziaria precedente;
- l’urgenza di bloccare la corsa agli armamenti messa in moto dalla realizzazione dello scudo americano nel cuore dell’Europa;
- l’importanza di una Costituzione Europea per la pace e di una iniziativa immediata della UE e degli Stati membri in sede ONU per azioni di disarmo.